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Gianni Rodari, il più grande scrittore italiano per l’infanzia, è nato ad Omegna, una bella cittadina affacciata sul lago d’Orta in Piemonte.

È stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l'infanzia, tradotto in molte lingue. Unico vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970 fu uno fra i maggiori interpreti del tema "fantastico" e uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie.

A Omegna, in memoria di Gianni Rodari è stato creato il “Parco della fantasia” per far conoscere lo scrittore ed i suoi metodi giocosi per scrivere e inventare. Ateliers creativi, laboratori, percorsi didattici a piedi e in barca fanno rivivere gli ambienti che lo hanno ispirato.

Ogni anno alcuni ragazzi della nostra scuola, bravi nel comportamento e nell’uso della lingua italiana vengono premiati e partecipano ad un’escursione didattica a Omegna, finanziata grazie al contributo dell’Italia tramite UI-UPT. 

La maestra Gloria

 

 

La notizia di far parte della gita a Omegna mi ha rallegrata molto. L’idea di poter andare così lontano mi faceva sentire importante, ma allo stesso tempo mi faceva anche un po’ di paura. Di solito non mi piace stare senza la mia famiglia.

Siamo partiti mercoledì 27 marzo con un autobus. Già prima di partire ci siamo messe d’accordo con le amiche con chi sedersi. Io mi sono seduta con Anja, per il ritorno invece con Layla.

Quando siamo venuti ad Omegna siamo andati nel “Parco della fantasia”, poi siamo andate in albergo e dopo la cena siamo andate a dormire.

La mattina dopo siamo andate ad allenare la nostra fantasia, abbiamo collaborato nello scrivere un giornale fantastico, perché Gianni Rodari, oltre ad essere un maestro, scrittore e poeta è stato anche giornalista.

Nel pomeriggio ci hanno fatto assistere al lavoro teatrale “C’era due volte il barone Lamberto”. La scena si è fatta come se ci trovassimo tutti sulle sponde del lago. Attorno al lago ci sono delle città sia nella realtà che nel libro. Per ogni città veniva eletto un sindaco e a me è toccato essere la sindaca della città di Orta.

Dopo cena siamo stati di nuovo a teatro allo spettacolo di Giovannino Perdigiorno, il ragazzo che cercava il paese della felicità ma non lo trovava mai. In questo strano teatro abbiamo recitato tutti, anche le maestre. Noi abbiamo ballato un balletto rap “Sul diretto da Campobasso ho visto un signore grasso, grasso…” Io ero felice ma molto stanca e non vedevo l’ora di andare a riposare.

Venerdì, l’ultimo giorno abbiamo visitato l’isola di San Giulio, dove abbiamo dovuto trovare la casa del barone Lamberto. Il nostro gruppo l’ha trovata: aveva due battiporta, la cantina, la soffitta…e…il resto non ve lo racconto perché dovete andare anche voi sull’Isola di san Giulio e scoprirlo da soli.

Poi ci aspettava ancora il pranzo in pizzeria e il lungo viaggio verso casa. Il pranzo mi piaceva, era la prima volta che ho assaggiato la pizza con la Nutella come dessert.

Il viaggio era lungo, specialmente perché avevo una gran voglia di vedere la mia famiglia. Questa gita la ricorderò come la prima gita così lontano. Sono felice e orgogliosa di essere stata scelta per poter partecipare.

Luna Rosso, V cl. Pirano

Giovannino Perdigiorno di Gianni Rodari

Giovannino Perdigiorno
ha perso il tram di mezzogiorno,
ha perso la voce, l’appetito,
ha perso la voglia di alzare un dito,
ha perso il turno, ha perso la quota,
ha perso la testa (ma era vuota),
ha perso le staffe, ha perso l’ombrello,
ha perso la chiave del cancello,
ha perso la foglia, ha perso la via:
tutto è perduto fuorché l’allegria.